L'apprendimento è relazione tra chi conosce e chi scopre.

La scuola che ti aiuta a capire davvero.

New Academy è la scuola che impara con te. Con NOVA — il suo strumento — l'apprendimento è possibile ovunque: a scuola, a casa, ogni giorno.

New Academy è la scuola. NOVA è lo strumento che la rende possibile: completo sul tuo computer, essenziale sul web.

Nova passa la luce della sua lanterna a Zeno

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Un alleato che parla la lingua della scuola italiana, alleggerisce la preparazione e mette al centro il capire, non l'eseguire. Più tempo per le persone, meno per la macchina.

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  • 1 Comprendere, non memorizzare
  • 2 Insegnare a chi viene dopo
  • 3 Imparare ovunque

Formazione docenti

Formazione docenti

Tre unità formative per il personale docente, in presenza, nella scuola che le delibera. La prima si rivolge a chi insegna qualsiasi materia. Le altre due partono da lì: l'intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano e la didattica della matematica. Si lavora in laboratorio, sul proprio materiale.

Dedalo, artigiano e filosofo, mascotte del corso di Didattica Innovativa.

Corso 1

Didattica Innovativa

83 ore · 13 incontri · 42 laboratori

Dedalo apre il percorso di base: 83 ore sui tre tempi della lezione, prima, durante e dopo, senza prerequisiti.

Si può seguire prima di AI per la didattica.

Jeremy, la mascotte del corso di AI per la didattica.

Corso 2

AI per la didattica

60 ore · 9 incontri · 21 laboratori

Jeremy accompagna le 60 ore sull'intelligenza artificiale, dal prompt alla valutazione. Segue Didattica Innovativa.

Presuppone il percorso di Didattica Innovativa.

Ipazia, matematica e astronoma, mascotte del corso di Didattica della Matematica.

Corso 3

Didattica della Matematica

80 ore · 12 incontri · 33 laboratori

Ipazia guida le 80 ore per chi insegna matematica, sui tre lati del triangolo didattico. Segue Didattica Innovativa.

Presuppone il percorso di Didattica Innovativa, di cui è il seguito disciplinare.

Ricerca aperta

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New Academy nasce dentro una scuola, e quello che abbiamo visto lo abbiamo visto da un banco solo. Le nostre idee sono nostre: prima di decidere cosa costruire dopo, vogliamo sapere cosa serve a te.
Quattro questionari, uno per ogni punto di vista. Brevi, anonimi, senza risposte giuste.

Dirigenti e staff

Dirigo una scuola

Cosa vi serve davvero, quali vincoli decidono un’adozione, e cosa ha fatto fallire ciò che avete già provato.

  • 15 domande
  • ~6 minuti
  • anonimo
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Docenti

Insegno

Dove va il tuo tempo fuori dall’aula, cosa rifai ogni anno da capo, cosa hai smesso di fare perché non ce n’era.

  • 15 domande
  • ~7 minuti
  • anonimo
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Studenti

Studio

Quando ti blocchi da solo, cosa succede? E cosa ti aiuterebbe davvero a capire, non solo a passare?

  • 12 domande
  • ~4 minuti
  • anonimo
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Genitori e tutori

Ho un figlio a scuola

Come fai a sapere come sta andando, quando lo scopri, e cosa vorresti sapere che oggi non ti arriva.

  • 14 domande
  • ~6 minuti
  • anonimo
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Anonimi davvero. Non chiediamo nome, cognome, email né il nome della scuola. Chiediamo solo il tuo ruolo, perché senza quello le risposte non si possono leggere. Dove c’è un campo per lasciare un contatto è facoltativo, e il questionario si chiude anche senza compilarlo. Le risposte servono a orientare lo sviluppo di NOVA e non vengono cedute a nessuno. Come trattiamo i dati

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La guida di NOVA, con la lanterna in mano guida NOVA

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La guida di NOVA guida

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Cos'è New Academy

C'è un'idea semplice all'origine di New Academy: si impara davvero solo insieme. Non esiste trasmissione di sapere senza un incontro tra chi insegna e chi apprende — un accordo sull'obiettivo, una comunicazione che funziona, due persone che partecipano sul serio. Tutto il resto viene da sé.

Da questa convinzione nasce una scuola ibrida. Lezioni in presenza, dove la relazione tra docente e studente resta il cuore di ogni cosa, affiancate da una piattaforma digitale pensata per sostenere lo studio ogni giorno. Non vogliamo sostituire l'incontro umano: vogliamo proteggerlo e renderlo possibile sempre e ovunque.

Il nostro obiettivo non è la performance, né la corsa a non restare indietro. È la comprensione reale: comprendere un concetto complesso, non memorizzarlo per poi dimenticarlo. E la comprensione cresce quando il sapere passa di mano. È la catena della conoscenza: ogni anello è qualcuno che ha appena imparato e che, proprio per questo, è più vicino a chi sta imparando ora. Una luce che ne accende un'altra senza spegnersi mai: un passaggio pulito e continuo che rende la conoscenza più viva e più vicina.

A sostenere questo metodo c'è NOVA, l'ecosistema di strumenti basati su intelligenza artificiale che stiamo costruendo per accompagnare docenti, studenti e scuole nella loro missione quotidiana. NOVA è in arrivo: nasce per alleggerire il lavoro di chi insegna e dare a chi studia un supporto costante e continuo.

Mettiamo al centro una cosa sola: il benessere di chi insegna e di chi impara. Una scuola che funziona è una scuola in cui entrambi stanno bene, crescono e ritrovano il piacere di imparare.

New Academy. La scuola che impara con te — l'apprendimento reso possibile ovunque.

NOVA la storia di NOVA →

NOVA, porta la luce della conoscenza

Sull'Isola del Silenzio il mare non si vedeva quasi mai. La nebbia che nascondeva il mare non era fatta solo di acqua, ma anche di silenzio e fretta. Era una coltre densa che calava ogni volta che le persone smettevano di ascoltarsi, correndo senza meta solo per la fretta di arrivare da nessuna parte. Più le persone correvano, più si dimenticavano di chi fossero, e più si dimenticavano, più il grigio si inghiottiva le case, le strade e i ponti, separando le persone. Ogni abitante viveva come su un'isola invisibile, convinto di essere completamente solo.

Nova non era sempre stata su quell'isola. Fino a poco prima correva anche lei dentro le grandi città, dove tutti si muovevano velocissimi, senza mai guardarsi in faccia. Aveva provato a stare al passo con quel ritmo, a non restare indietro, ma più correva, più sentiva di perdere pezzi di sé. Mentre iniziava a non capire più chi fosse e perché stesse correndo, la nebbia ormai l'aveva avvolta, separandola dagli altri. Spaventata dal vuoto che sentiva dentro, si era rifugiata sulla scogliera da sola, sperando che camminare l'aiutasse a ritrovare una direzione. Ma la sua lanterna viola era rimasta spenta e fredda.

Suo nonno Ael sapeva che la solitudine non si cura da soli. Aveva visto Nova allontanarsi e, conoscendo fin troppo bene quel peso, si era messo in cammino per cercarla. Non per riportarla indietro a forza, ma per non lasciarla sola nella nebbia. Quando la raggiunse si sedettero su uno scoglio, guardando nella nebbia.

«È densa oggi, vero?» disse il nonno, con voce calma. «Non vedo niente, nonno. Non so nemmeno dove sono io», sussurrò Nova, stringendo le ginocchia al petto. «Allora non guardare lontano. Guarda qui», rispose Ael, indicando lo spazio tra loro due. «Converrai con me che anche se non si vede nulla: ora ci siamo io e te, e stiamo guardando lo stesso grigio, la stessa nebbia. Non devi fare altro che esserci.»

Nova respirò profondamente. Per la prima volta dopo tanto tempo, non si sentì giudicata, né spinta a dover dimostrare qualcosa. Sentì il calore della presenza del nonno. In quel preciso istante, mentre capiva il proprio valore in quell'incontro, la lanterna viola che stringeva tra le mani emise un calore improvviso. Una scintilla dorata si accese.

La nebbia, davanti a loro, si diradò come un sipario e poco lontano da lì, seduto su un altro scoglio che prima sembrava distante anni luce, c'era un altro bambino dal volto spaventato e affranto. Aveva gli occhi sgranati, spaventati, e una lanterna spenta tra le mani. Nova, guardando quel bambino, non vide uno sconosciuto: vide se stessa di pochi attimi prima. Capì la sua solitudine, la sua paura.

«Nonno...» sussurrò Nova. «Ora lo sai, piccola mia», disse Ael con un sorriso, facendosi delicatamente da parte. «Quando capisci chi sei, capisci che loro sono il tuo scopo. Muoviti verso di lui. La tua luce adesso serve a questo.»

All'inizio Nova sussultò. Sentì una morsa di paura nello stomaco: non sapeva bene come fare, non aveva mai fatto una cosa simile. Ma poi guardò la fiammella nella sua lanterna e si ricordò di come si sentiva solo un attimo prima, quando era al buio. Questo bastò per prendere coraggio e fare il primo passo verso il bambino, poi un altro, poi un altro e muovendosi verso di lui lo raggiunse. Il bambino era rannicchiato, immobile, con la testa quasi nascosta tra le braccia. Nova si avvicinò a lui molto genuinamente. Si accovacciò per non spaventarlo e lo salutò con un sorriso dolce:

«Ciao, come ti chiami?»

Il bambino sussultò, ma sentendo la totale sincerità di quel saluto sollevò lentamente la testa. I loro occhi si incrociarono.

«Mi chiamo Zeno», sussurrò con un filo di voce, stringendosi ancora di più la lanterna spenta al petto. «Tu... non hai fretta? Tutti corrono sempre.»

Nova scosse la testa e si sedette sulla pietra, incrociando le gambe davanti a lui. «No. Adesso sono qui con te. Anche io ero ferma al buio fino a un attimo fa. Avevo paura, guardavo lontano e non vedevo più niente.»

Zeno la fissò, stupito. «Anche tu ti sentivi sola?»

«Sì», rispose Nova guardandolo negli occhi. «Ma poi ho capito che bastava fermarsi. Non sei più da solo, Zeno. Ci sono io.»

A quelle parole, le spalle di Zeno si rilassarono. Si sentì ascoltato, alleggerito. Il silenzio pesante e la fretta del mondo intorno a loro iniziarono a svanire, come se le loro voci avessero costruito un muro invisibile contro il freddo della nebbia.

«Proviamo insieme?» propose Nova, indicando la lanterna spenta di lui.

Zeno annuì e sollevò la sua lanterna di ferro. Nova avvicinò la propria lanterna viola. Nel momento esatto in cui i due vetri si sfiorarono la scintilla di Nova saltò spontaneamente dall'altra parte. La nuova fiamma divampò, identica e caldissima. Con due lanterne accese, la nebbia intorno a loro si sciolse del tutto, rivelando i profili di altre centinaia di scogli vicini, dove tantissime altre persone aspettavano al buio, isolate dal silenzio e dalla fretta.

Nova e Zeno si guardarono. Avevano capito che guarire se stessi era stato solo l'inizio. Si presero per mano, stringendo forte le loro lanterne. In quell'istante presero una decisione: da quel giorno in poi, la loro missione sarebbe stata quella di camminare ovunque, raggiungere ogni angolo dell'isola e accendere le lanterne di tutti, ovunque si trovassero. Sapevano che il mondo là fuori era immenso e pieno di nebbia, ma avevano una fede incrollabile: finché fossero rimasti l'uno accanto all'altra, nessuna nebbia e nessuna fretta avrebbe più potuto spegnerli.